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Appunti

Un amico mi ha preso la mano

 

UN AMICO MI HA PRESO PER MANO!

Confesso, con pudore, che queste settimane di “distanziamento sociale”, dovute al famoso coronavirus, non mi hanno creato particolari problemi. Anzi: sono state settimane di profonda serenità. Mi sono chiesto più volte il perché. Ci sono motivi “geografici”: sto in un piccolo paese di Montagna, se esco sono subito nel bosco. Ho la compagnia di Tato, il mio piccolo cane, e facciamo camminate nel bosco.

Ho anche tre galline e due papere, ormai anzianotte, che, oltre a qualche uovo, mi stimolano a curarle e mi fanno compagnia. Ho iniziato a lavorare nell’orto sotto casa, lavoro impegnativo e anche un po’ faticoso ma che da tanta soddisfazione.

Poi ho riscoperto la dimensione eremitica della mia vocazione e mi sono detto che, forse, ho preso troppi impegni pastorali. Certo, mi mancano, in particolare, gli incontri con i gruppi del Vangelo che seguo; mi manca il mio impegno domenicale a Castell’Azzara e mi mancano le celebrazioni alla casa di riposo delle Suore Stigmatine di Santa Fiora e alla Comunità della Colta a Piancastagnaio. L’unico impegno che mi è rimasto, in questo tempo, è quello di cappellano dell’Ospedale di Abbadia San Salvatore, che in questo periodo mi sembra ancora più importante, umanamente e cristianamente.

Però è cresciuto, quantitativamente e, mi sembra, qualitativamente il tempo che dedico alla preghiera e alla meditazione; ho apprezzato la bellezza, in questo periodo almeno, della santa Messa celebrata da solo al “piccolo chiostro”, con quella festiva detta nella cappella della casa delle Suore ospedaliere della Misericordia ad Abbadia. Prego per questa povera umanità, perché cammini verso l’unità e la solidarietà come un’unica famiglia, perché arrivi ad una nuova alleanza con il creato, con tutte le creature e con il Creatore. Prego per i malati, per chi muore da solo, per i loro cari.

E un amico mi ha preso per mano guidandomi in queste settimane che sono diventate “esercizi spirituali”. L’amico, che da tanti anni ormai è andato nella Casa del Padre, è Henri Nouwen (1932-1996), sacerdote e psicologo di origine olandese, ricercatore spirituale e umano del Mistero di Dio e del mistero dell’uomo. Lo avevo scoperto tanti anni fa leggendo “L’abbraccio benedicente. Meditazione sul ritorno del figlio prodigo”: Nouwen medita la parabola del Vangelo di Luca (15,11-32) utilizzando lo stupendo quadro di Rembrandt. Questo incontro mi ha ancora più motivato nel mio impegno di annunciare il Vangelo attraverso l’arte, guidandomi in un importante, almeno per me, cammino.

In questo periodo Nouwen mi ha preso per mano di nuovo e mi ha guidato a scendere nel mio cuore per meditare il Mistero di Dio, per chiedermi come io lo accolgo e come lo vivo, nelle mie relazioni con me stesso, con gli altri, in particolare con gli ultimi, e con la natura. Ho utilizzato, contemporaneamente, due testi dell’autore. In “Gesù un vangelo” Nouwen rilegge i Vangeli partendo dal Mistero della santa Incarnazione: il Figlio diventa uomo come noi non per creare una nuova religione, non per dare nuove regole e nuovi precetti, ma esclusivamente per farci comprendere che il Padre suo è Padre nostro, che ci accoglie, che mi accoglie come siamo e ci invita, mi invita ad accogliere il suo amore, di totale misericordia e compassione. E spera che noi possiamo vivere nella gioia di questo Amore. Questa è la mia vocazione, la vocazione dei cristiani, ma è anche la vocazione di ogni persona, fatta a immagine e somiglianza di Dio.

L’altro volume è “La direzione spirituale. Sapienza per il lungo cammino della fede”, dove l’autore accompagna a scendere nel cuore, personale e delle comunità o dei gruppi, alla scoperta dell’Amore della Santissima Trinità.

Vorrei invitare tutti, con entusiasmo, a farsi prendere per mano da questo grande uomo. Spero di poterlo fare con gli amici e con i gruppi del Vangelo che seguo, quando riprenderemo gli incontri.

Carlo Prezzolini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Toscana oggi, Confronto 3 maggio 2020