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Appunti

Signore insegnaci a pregare

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE
Suor Anna Maria è una eremita che vive a Sant’Andrea di Ripalta, vicino a Figline Val d’Arno. Sono andato tante volte al suo eremo per pregare, celebrare o tenere incontri sul Vangelo, scritto o dipinto: la Suora è stata come una madre per la mia vocazione e  le sono particolarmente riconoscente. L’autunno passato mi ha chiesto di tenere un ritiro mensile sulla preghiera: una piccola
“scuola” che ho più volte auspicato negli “appunti”.

Era la mia prima esperienza ma ho dato, sia pur con timore, la mia disponibilità e 

puntualmente,una domenica all’inizio di ogni mese, ci siamo ritrovati per otto volte con un gruppo di una quindicina di persone. La mattina celebravamo la Santa Messa e ascoltavamo una meditazione sul Concilio vaticano II o sul credo proposta da suor Maria Rita, ospite dell’eremo per una esperienza di silenzio; dopo il pranzo condiviso, nel pomeriggio proponevo la riflessione sulla preghiera.
Perché prego, come prego, quando e chi prego? Queste domande ho posto nel primo incontro: ognuno ha dato le sue risposte, che poi abbiamo discusso insieme. Siamo arrivati anche ad una definizione di preghiera personale: un dialogo interiore con Dio a cui mi rivolgo come Padre, confidando nella sua bontà e nel suo perdono, lodandolo e ringraziandolo per tutto quello che mi ha
e ci ha donato e affidandogli le mie gioie e i miei dolori. Abbiamo anche meditato sull’importanza del segno della Croce, con cui siamo chiamati ad iniziare la giornata, la preghiera e altre attività importanti: li poniamo sotto il Nome e la protezione della Santissima Trinità e del più grande segno del suo amore per l’umanità: la Croce di Gesù. E’ importante meditare sul  segno della Croce: scandalo e stoltezza per la sapienza umana di ogni tempo, segno disperanza e di vita per i seguaci del Cristo, segno che unisce il cielo con la
terra, le tante dimensioni del pianeta e tutta l’umanità. Segno che unisce la mia mente, il mio cuore e le mie braccia: cioè i miei pensieri, i miei sentimenti e il mio fare, tutte le mie componenti che spesso sono scisse.
Noi abbiamo un unico vero e grande maestro di preghiera, il Signore Gesù che ci dona il suo esempio   di uomo di preghiera semplicemente pregando: siamoandati a riscoprire la sua preghiera, con i Salmi e nel colloquio intimo con
il Padre,  nei quaranta giorni nel deserto, nelle tante notti trascorse da solo prima di fare scelte importanti, con i suoi amici, nella Santa Cena, sulla Croce. Abbiamo meditato sulla preghiera che ci ha insegnato, il Padre nostro, accogliendola come preghiera sua e preghiera nostra. Sulla nostra strada abbiamo incontrato Maria, donna di preghiera, che meditava e conservava nel
suo cuore, insieme al suo sposo Giuseppe, il mistero del Figlio, che ha cantato  con il Magnificat.
Gli ultimi incontri li abbiamo dedicati a pregare la Parola: ho proposto alcuni brani del Vangelo, la “parabola dei terreni” (Marco 4,1-250, la “peccatrice che lava i piedi a Gesù” (Luca 7,36-50)), “il fariseo e il pubblicano al tempio” (Luca 18,9-14). Abbiamo meditato e pregato su questi brani, cercato di capirne il senso al tempo di Gesù e nell’oggi, il significato che hanno per me e per noi. Abbiamo pregato con le parole dei vari brani perché il Signore ci converta al suo amore e alla sua compassione.
Ho fornito anche alcuni stimoli per la preghiera del cuore, “Signore Gesù Cristo figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore”, collegata al respiro,cioè alla vita, e centrata su preghiere evangeliche:  l’urlo di guarigione di Bartimeo cieco (Marco 10,48) e l’invocazione del pubblicano al tempio (Luca18,13). Il gruppo ha partecipato con continuità ed interesse, magari sarebbero stati necessari incontri più ravvicinati. Questa esperienza mi ha ulteriormente convinto della necessità urgente di  gruppi che si mettano all’ascolto orante
del Signore Gesù, nostro Maestro di preghiera.
Carlo Prezzolini
(Toscana oggi – Confronto 30 giugno 2013)