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Appunti

Segno dell'Unità

Appunti dal “piccolo chiostro”

 

SEGNO DELL’UNITA’

 

La civiltà di oggi non è più, ormai da tempo, una civiltà cristiana, dove la fede veniva tramandata di padre in figlio: mi sembra un dato evidente, che probabilmente sarà di lunga durata, un dato da accogliere per poter testimoniare la nostra fede, in questa realtà, in modo credibile.

Mi capita spesso di pensare, come conseguenza di questo dato di partenza, che tante cose non possono essere più date per scontate, anche nelle  informazioni più semplici riguardanti la fede. Ad esempio il segno della Croce: spesso la facciamo in modo distratto e veloce, non pensando e riflettendo al suo significato. Storicamente la croce è stato uno strumento di scandalo,  di una morte disumana e crudelissima e infamante: basta pensare che ci abbiamo messo 1200 anni per raffigurare il Crocifisso morto sulla croce e ci siamo arrivati sotto l’impulso della grande riforma della cristianità stimolata da Francesco d’Assisi, che aveva recuperato, nella vita di fede, anche l’umanità  povera e sofferente del Cristo, che con la sua morte e la sua resurrezione, che rendono grandela Croce, ci ha redenti.

In questi anni abbiamo assistito ad un tentativo di gruppi politici, fra cui i cosiddetti “atei devoti”, di impugnarela Crocecome una spada per difendere la civiltà cristiana, la tradizione, per dividere i buoni dai cattivi. Forsela Chiesanon è stata sempre chiara nel rigettare questo disegno, che continua anche oggi, e che riduce la fede cristiana alla cultura e alla civiltà dell’Occidente.

Allora è importante recuperare il senso della Croce e del segno di Croce con cui noi iniziamo e chiudiamo la giornata, iniziamo le cose più importanti che ci capita di vivere, da soli o insieme.

Il segno di Croce è una preghiera evangelica, il testo lo formula  Gesù quando invia i suoi apostoli nella missione dopo la resurrezione: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Matteo 28,19).

Queste parole ci inseriscono nel grande Mistero della santissima Trinità, ci inseriscono nella sua comunione d’amore: inizio una attività, un nuovo giorno e li chiudo nel Nome del nostro Dio trino e unico, alla cui vita di comunione sono chiamato.

Il segno ci rimanda allo scandalo della Croce e contiene due profondi elementi simbolici, entrambi strettamente richiamanti l’unità. Il legno verticale simbolicamente unisce il cielo e la terra, cioè Dio e tutto il creato; il legno orizzontale unisce tutta la terra, tutte le genti nel pur faticoso cammino per la costruzione di una grande famiglia umana dove la dignità di ogni persona e la soddisfazione dei suoi bisogni spirituali e materiali fondamentali siano realizzati.

Ma il segno della Croce riguarda strettamente anche la mia persona: quando  prego “nel nome del Padre” segno la mia testa, la mia mente, i miei pensieri, “e del Figlio” segno il mio cuore, biblicamente  sede della consapevolezza, delle capacità di scelta e dei sentimenti, “e dello Spirito santo, amen” segno le mie spalle, simbolo della mia fisicità. Questo segno unisce tutte le mie componenti: la mente, il cuore, il corpo si uniscono alla mia anima nell’invocazione del Mistero d’amore e di comunione della Santissima Trinità. Il segno della Croce è una invocazione dell’unità: del creato  e fra tutte le genti con Dio, dell’unità delle mie componenti. Quanto bisogno c’è di questo “sogno”, di questo progetto che è alla base della creazione. E non solo c’è bisogno per il  creato e per la famiglia umana ma anche per ognuno di noi personalmente: una delle cifre del nostro vivere è proprio la divisione interiore che ci portiamo dentro, la divisione fra quello che diciamo e quello che facciamo o pensiamo, fra chi siamo e come vogliamo apparire.

Il cristiano in particolare oggi ha la vocazione ad impegnarsi per l’unità e la riconciliazione dell’umanità, di questa con   il creato, fra queste realtà e Dio. Ha la vocazione ha ricostruire l’unità della sua persona e della sua comunità, guidato dalla grazia del nostro Dio che è comunione d’amore trinitaria alla quale noi siamo calorosamente invitati a partecipare.

Queste riflessioni mi sono sembrate talmente belle che ho deciso di proporle nei primi incontri dei gruppi di ascolto del Vangelo e di spiritualità con cui cammino, riscoprendo insieme il segno della Croce.

 

Carlo Prezzolini

 

Confronto – Toscana Oggi 2 dicembre 2012