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Appunti

Scelte di solidarietà

SCELTE DI SOLIDARIETA’

Con Nevia siamo amici da sempre. Abbiamo fatto insieme esperienze politiche e sociali importanti, siamo stati insieme assessori nel Comune di Abbadia, lei alla sanità e servizi sociali io alla cultura e all’istruzione. Siamo stati fra i fondatori e per tanto tempo volontari del Centro di solidarietà dell’Amiata, che si prende cura delle persone dipendenti da sostanze.

 Negli ultimi anni ho battezzato i suoi due nipotini. E’ nella lista degli amici a cui mando gli “appunti dal piccolo chiostro”: li legge con attenzione e a volte li discutiamo. Dopo le tragedie ultime della morte di centinaia di profughi nel canale di Sicilia, Nevia mi ha scritto una e-mail impegnativa: che senso ha che noi ci occupiamo di scelte ecologiche-naturalistiche di fronte a queste tragedie? Come esempi riportava il suo fare il pane con il lievito madre e il mio occuparmi delle galline.  Affermava di sentirsi impotente e mi chiedeva che fare.

Che fare di fronte a questa situazione, che si sta aggravando sempre di più e che sfocia in orribili tragedie? Il canale di Sicilia è ormai un enorme cimitero con decine di migliaia di persone giovani e con tanta voglia di vivere e di far vivere i loro figli in modo più umano e che hanno perso la vita inseguendo questo tentativo. Che fare? Tanto e poco, ho risposto a Nevia. In particolare non va contrapposta una scelta di vita più leggera come impatto ecologico con la solidarietà con i poveri: anche questa scelta è una scelta di solidarietà, se non è solo un atteggiamento snob, naturalmente. Nel mondo diventato ormai un villaggio globale tutto è collegato. In questi ultimi tempi mi è capitato di leggere un pensiero molto bello di papà Cervi, il babbo dei sette fratelli uccisi dai nazi-fascisti alla fine della seconda guerra mondiale: “il sole è mio, quindi è di tutti”. La terra è mia, quindi è di tutti, il giovane eritreo che affoga o brucia davanti a Lampedusa è mio fratello, quindi lo può essere di tutti: posso dire ampliando l’esempio di papà Cervi. Una scelta di solidarietà col creato è una scelta di solidarietà con tutta l’umanità per tanti motivi. Prima di tutto perché propone un nuovo tipo di società, basato su un  ricostruito equilibrio uomo-natura che affronti alle radici il problema della crescente desertificazione dei paesi poveri, il dramma delle catastrofi ambientali, il dramma dell’aumento della temperatura, causati dall’effetto serra. Poi anche perché quanto risparmio con una vita più semplice ed ecologica lo posso donare per progetti di solidarietà nei paesi della fame. E posso lavorare insieme agli altri per una nuova solidarietà mondiale, facendo crescere anche nelle nostre comunità le associazioni che operano nel sud del mondo per progetti di difesa della vita, della dignità umana e di crescita nuova. L’attenzione all’ambiente, che si trasforma in nuovi stili di vita che si aprano alla scoperta di una dimensione spirituale, sollecita il superamento di un modello di sviluppo che ha provocato i fenomeni negativi e distruttivi alla base dell’emarginazione di tanta parte del mondo e alla base della crescente catastrofe ambientale.

Il problema è  anche direttamente politico e il nostro Paese può fare tanto: iniziando a abrogare la legge razzista Bossi-Fini, che è responsabile di tante tragedie come quelle di Lampedusa. L’asilo politico, riconosciuto dal diritto internazionale, va garantito a chi fugge da paesi dove è calpestata la dignità umana, dove è la fame e la guerra. Uno di questi paesi è l’Eritrea, da decenni governata da una feroce dittatura militare, con cui il governo italiano ha buoni rapporti … e non li usa per proporre con forza un cammino verso la democrazia e la difesa dei diritti umani. L’Italia è anche il fanalino di coda fra i paesi ricchi per gli aiuti umanitari per i paesi poveri: e anche qui possiamo fare di più, nonostante la difficile situazione economica e politica del nostro Paese. E questi aiuti vanno usati solo per progetti di auto sviluppo e di crescita culturale e sociale delle comunità dei paesi della fame, che devono essere stimolate a partecipare alla realizzazione e alla gestione di questi interventi.

                                                                                                  Carlo Prezzolini

 

(Toscana oggi, Confronto 27 ottobre 2013)