Vinaora Visitors Counter

780491
Today
Yesterday
This Week
Last Week
This Month
Last Month
All days
146
353
710
771050
3930
11202
780491

Your IP: 3.226.245.48
Server Time: 2020-08-12 11:47:14

Appunti

Montelaterone

Introduzione a: Paolo Lorenzoni, Montelaterone e il giro delle sette chiese, Grosseto 2011.

 

Dai tempi dell’università conosco il castello di Montelaterone: lo avevo visitato per motivi di studio e per la mostra iconografica sui Centri storici dell’Amiata (Arezzo 1981) che avevo curato per il Comune di Arcidosso. Avevo percorso i suoi vicoli in forte pendenza, scrutato i panorami che si aprono nella valli dell’Ente e della Zancona, scoprendo le testimonianze delle due cinte murarie che chiudevano le successive fasi di espansione del castello; avevo compreso la sua bellezza, il suo interesse storico-architettonico. Lo avevo percorso alla ricerca della grancia e della chiesa monastica di Santa Vittoria, centro amministrativo delle proprietà dell’abbazia di San Salvatore per il versante occidentale dell’Amiata, eredi in questo della pieve di Lamula. Avevo visitato tante volte la pieve di Santa Maria in Lamula e la sua erede dentro le mura castellane San Clemente, di cui avevo studiato l’architettura in occasione del volume, curato con il compianto Wilhelm Kurze, L’abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Documenti storici, architettura e proprietà  (Firenze 1988). Eppoi ne ho sempre apprezzato i quadri ambientali che si ammirano da Castel del Piano, dove si percepisce la complessità urbanistica del centro, e la sua silhouette che segue lo scosceso andamento del poggio che si ammira andando a Monticello, profilo composto da  volumi così nitidi da sembrare ideato da un pittore cubista. 

Mantelaterone ha sempre avuto per me un fascino particolare, sia per il suo oggettivo interesse e la sua bellezza storica-architettonica e per il suo collegamento storico con San Salvatore, ma anche perché ho sempre sentito dire che il ramo paterno della famiglia della mia Mamma, seggianese di nascita, sarebbe venuto da questo antico paese.

Con grande piacere ho quindi accolto la richiesta di Paolo di fare questa introduzione al suo lavoro e con grande emozione ho seguito la sua guida esperta che mi ha riportato a rivisitare l’antico centro storico, guida esperta per conoscenze storiche ed artistiche ma soprattutto arricchita dalla memoria, dai ricordi, dalla malinconia e nostalgia della sua Mamma e della sua famiglia, del mondo della sua giovinezza. Ogni pietra, ogni angolo, ogni squarcio di paesaggio che si intravede è collegato da Paolo ai suoi ricordi, ai suoi cari, alla storia recente ed antica di Montelaterone. Gli aneddoti, i ricordi di fatti, personaggi, mestieri, tradizioni, le antiche leggende sono collegati alle architetture, alla storia locale e più ampia, di San Salvatore, di Siena, della Toscana, che queste architetture ha prodotto. Anche io con lui, accompagnati dalla  dolce memoria della comune amica Anna Inocenti Periccioli che Paolo aveva guidato in questa visita, ho ripercorso la “visita alle sette chiese”, non con l’intensità  nostalgica della mia guida ma con una buona dose di emozione.

 

E’ un libro particolare e complesso questo: è un libro di memorie familiari ma anche della Comunità; è una guida al paese e alle sue emergenze architettoniche, ai suoi ambienti; è un tentativo di ricollegare, in un intreccio complesso, i dati storici conosciuti ed editi, con le pietre, la società, le leggende, il clima di questo antico e importante castello che negli ultimi decenni ha subito un forte spopolamento ed ha visto profondamente cambiata la sua realtà. Gli abitanti sono sempre meno, sempre più anziani; molte sono le case abitate solo poche settimane all’anno, anche se molto poche sono quelle abbandonate. La grande scuola elementare, oggi vuota, ricorda questo profondo cambiamento. Dopo don Raimondo il paese non ha più nemmeno un parroco residente, ma lo deve dividere con altre comunità. E’ una realtà che vivono tanti  piccoli centri dell’Amiata e di tante altre zone periferiche della Toscana e dell’Italia.

Dalle pagine del libro emergono le meditazioni poetiche dell’autore; emerge soprattutto, ad ogni pagina, l’interrogativo se “tornerà a rinverdirsi” Montelaterone, ad avere una nuova vita. Significativamente il volume si chiude con il racconto di una recente processione del Corpus Domini, una delle tradizioni più belle delle nostre comunità, con le infiorate, i drappi, i canti, ormai ridotta al minimo.

Tornerà a rinverdirsi Montelaterone? L’interrogativo di Lorenzoni per il suo paese è molto importante ma non possiamo dare una risposta certa, perché non lo sappiamo. Certo non ritornerà il paese dei decenni passati, ma forse può avere un suo futuro se la sua Comunità, se l’amministrazione comunale sapranno difendere e valorizzare il suo ambiente, sempre bello seppur turbato da alcune brutte case nuove, il complesso del centro storico con le sue vie, le sue case, i suoi monumenti; se l’Amiata e Arcidosso con lei farà scelte per uno sviluppo di qualità, valorizzando e tutelando le proprie risorse umane, ambientali e storico-artistiche.

E’ questa la speranza di Paolo, è questa la mia speranza, la speranza di tanti amiatini che amano la loro terra e che possono operare concretamente, con i loro sogni e il loro impegno, per aprire nuove prospettive. Anche questo lavoro è un importante via in questa direzione.

 

Carlo Prezzolini