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Appunti

CHIESA IN USCITA:LE PREMESSE INDISPENSABILI

CHIESA IN USCITA: LE PREMESSE INDISPENSABILI

La Chiesa dei primi secoli è stata una Chiesa in uscita, tutta dedicata all’annuncio del Vangelo, all’amore e alla condivisione nelle comunità, seguendo il pressante invito del Signore e guidata dallo Spirito. E in questa opera, che poi è la sua finalità, non aveva paura di confrontarsi al suo interno e con il mondo. Oggi papa Francesco ci invita a tornare alla Chiesa apostolica, che del resto è sempre stata il punto di riferimento per il suo cammino, insieme al Vangelo naturalmente, in tutti i processi di riforma che ne hanno animato la vita nella storia. Pensiamo al Concilio Vaticano II, reso indispensabile per il crescente e pericoloso distacco avvenuto fra la Chiesa e il mondo, la società, la gente.

 

Papa Francesco ci invita ad andare avanti, riprendendo questo spirito di annuncio che deve diventare anche apertura, confronto, cammino con gli altri nella ricerca della pace, della salvezza del creato e del Mistero di Dio.

Penso che due siano le premesse indispensabili perché diventiamo Chiesa in uscita. La prima di avere qualche cosa di importante da annunciare agli uomini e alle donne degli inizi del III millennio. La seconda è non sentirsi autosufficienti, bastanti a noi stessi ma aperti e disponibili al confronto, al camminare insieme agli altri, al cercare insieme nuove vie per affrontare i gravi problemi della nostra società: pensiamo alla crisi ambientale che provoca crescente desertificazione e scioglimento dei poli, che unite alle tante situazioni di guerra, che papa Francesco ha indicato come “III guerra mondiale a pezzi”, stanno provocando immigrazioni forzate di decine di milioni di persone. Pensiamo anche al crescente svanire della dimensione spirituale, in particolare nelle società ricche come l’Europa e l’Italia.

Abbiamo qualcosa di importante da annunciare? Certo, l’annuncio del Vangelo, che possiamo riassumere nel cuore del Mistero che la santa Incarnazione del Figlio ci ha rivelato: Dio è Padre e Madre compassionevole per tutta l’umanità e per tutto il creato; ci ama talmente tanto che vuole la nostra felicità, la nostra realizzazione sulla terra e ci vuole con se nella sua Casa. Teoricamente di questo ne siamo certi, è il centro della nostra fede; ma quanto ci anima, ci trasforma, ci apre il cuore e la mente, diventa la fonte di felicità, di realizzazione della nostra vita? Quanto questo annuncio diventa la vocazione non solo del clero ma di tutti i battezzati?

Se viviamo questa dimensione allora non possiamo che condividere questa prospettiva con gli altri, non in modo dogmatico e moralistico, ma camminando insieme alla ricerca delle strade di salvezza per i drammi dell’umanità, superando anche visioni “spiritualistiche” che hanno caratterizzato un parte della vita delle Chiese.

Noi non siamo bastanti a noi stessi, direi che non possediamo la Verità perché Dio rimane anche per noi un Mistero da scoprire vivendo e camminando con gli altri. Noi abbiamo una strada importante per ricercare il Mistero, quella indicata dal Cristo, e siamo chiamati a condividerla.

Nei nodi della società di oggi noi non possiamo risolvere niente da soli: pensiamo al problema della crisi ambientale, alla povertà crescente, al fenomeno dell’immigrazione. Alla ricerca di valori e di modi di vita che vadano oltre il materialismo consumistico di questa fase di sviluppo del capitalismo. Ma pensiamo anche alla difesa e valorizzazione dei beni culturali, artistici, architettonici e legati alla tradizione: in passato era lo Stato che ci pensava, attraverso le Soprintendenze, oggi dobbiamo interessare gli Enti locali, le associazioni, la società, che ha la proprietà non giuridica ma culturale di questi beni, che sono stati prodotti nel passato dalle comunità locali, religiose e civili e che sono testimonianza della loro storia.

Una Chiesa arroccata in se stessa, bastante a se stessa, non può essere una Chiesa in uscita.

Carlo Prezzolini

Toscana oggi – Confronto, 8 ottobre 2017